Kissenger, il nuovo strumento per i baci a distanza

KissengerHooman Samani, un ricercatore del dipertimento di intelligenza artificiale dell’università di Singapore, ha sviluppato un incredibile macchina in grado di trasmettere tramite dei piccoli robot, baci a distanza in grado di emulare con estrema precisione la sensazione di un vero bacio.

L’oggetto, già soprannominato Kissenger, in onore alla famosissima chat di windows Messenger, è stato sviluppato per dare l’opportunità alle coppie a distanza di provare un tiepido piacere nel poter baciare seppur non direttamente il proprio partener.

Già l’anno scorso, uno studente Giapponese presentò al mondo i suoi studi per un marchingegno molto simile e in grado di muoversi in base ai movimenti della lingua del baciatore.

Ovviamente affinché tutto possa funzionare sono necessari due Kissenger. Dopodiché non vi resterà che accendere il vostro gioiellino a forma di coniglio e iniziare a baciare virtualmente la vostra dolce metà.

Probabilmente baciare un pezzo di plastica non dev’essere così emozionante come farlo con una persona vera, ma il creatore avrà pensato: “Meglio che niente”.

Se volete saperne di più guardate il video qui sotto! A me sembra un po’ squallido, a voi?

Vuole vivere per un anno come Bear Grylls, muore dopo un mese

Bear Grylls Da sempre in natura vige la legge del più forte, a volte però, anche i più forti devono arrendersi alle avverse condizioni.

E’ quello che è successo a David Austin, una classico esempio che ci fa capire quanto la natura a volte possa essere spietata.

L’uomo aveva deciso di partire per un viaggio unico della durata di un anno, un’avventura ai confini della sopravvivenza nelle zone più impervie della Scozia prendendo spunto dalle incredibili peripezie dell’Inglese Bear Gryll, che nei suoi documentari si cimenta spesso in sfide di sopravvivenza nei luoghi più inesplorati del pianeta.

Purtroppo per Austin però, l’impresa non è andata a buon fine come succede nei documentari (creati ad hoc) in cui compare Bear e dopo appena un mese di stenti è morto in una montagna situata a Corrour in Scozia per l’appunto.

L’uomo 29enne, proveniente da Derby, è stato ritrovato da un lavoratore locale l’ultimo giorno dell’anno. L’autopsia ha rivelato che la morte è giunta per ipotermia.

Prima di partire, Austin, aveva rassicurato tutti dicendo di sapere quello che stava facendo e di essere prontoad affrontare qualsiasi ostacolo.

Una sicurezza tale da convincerlo a non portare con se neanche un telefono cellulare da utilizzare in caso di emergenza.

Purtroppo non è ancora chiaro quale sia stato il percorso che ha portato il giovane fino al luogo in cui è morto, quello che è certo è che persino il più esperto delle guide alpine sa che sopravvivere al gelido inverno dei monti scozzesi è un impresa praticamente impossibile.

Tina Beznec, la ragazza che vende il culo per un tatuaggio

Tina BeznecNo, non è la volgarità che pensate, mi riferisco proprio al fatto che una giovane donna ha deciso di tatuarsi una porzione di sedere secondo le direttive del migliore offerente!

Tina Beznec, 23 anni ha infatti recentemente pubblicato un annuncio sul sito Trade Me dove prometteva agli acquirenti di tatuarsi un loro tatuaggio della grandezza di 9x9cm sul sedere.

La persona che offrirà di più potrà decidere di tatuare sul fondoschiena dela ragazza qualsiasi cosa egli voglia e in cambio riceverà una galleria fotografica a riprova dell’avvenuto lavoro.

L’iniziativa nasce da un semplice bisogno di soldi, derivante da una non felicissime situazione finanziaria familiare.

Il 20% del ricavato, come spesso accade per iniziative di questo genere, andrà ad un’associazione caritatevole, mentre il restante 80% verrà trattenuto da Tina.

A chi le chiede come dovesse reagire se il vincitore sceglierà un tatuaggio che non le piace, lei risponde: “Sono molto fiduciosa che non sceglieranno di tatuarmi qualcosa di razzista, non mi interessa se sarà una frase sconcia o qualcosa del genere.”

L’asta finirà ufficialmente il 20 Gennaio e al momento l’offerta migliore è di 12.00 dollari, piì di 9500 euro.

Pacu, il pesce che uccide i pescatori strappando loro i testicoli

Fantomatici predatori di uomini sono da sempre parte delle nostre credenze e leggende folkloristiche, dal lupo mannaro, al Vampiro, ma ci credereste se vi dicessi che esiste un pesce che attacca i bagnanti e li uccide prendendo a morsi i loro genitali?

Pacu, il pesce tagliatore di palle (1)

Stiamo parlando del pesce Pacu, una specie fluviale ritrovata per la prima volta in Papua Nuova Guinea e famosa tra i locali per i suoi attacchi ad altri pesci e agli umani, in particolare ai loro testicoli.

Per questa sua particolarità il pesce è stato nominato proprio “Tagliatore di palle” e non sto scherzando. Il pesce pesa in media 10 chili e morde le prede lasciandole sanguinanti fino alla morte.

Gli abitanti del luogo descrivono la creatura come misteriosa e solo recentemente grazie a Jeremy Wade, un pescatore Britannico famoso per i suoi programmi di pesca, sono stati in grado di osservarne da vicino un esemplare.

Il tutto è stato documentato da una serie tv chiamata River Monsters e trasmessa in tutto il mondo su Discovery Channel.

Pacu, il pesce tagliatore di palle (2)Pacu, il pesce tagliatore di palle (3)Pacu, il pesce tagliatore di palle (4)

Il Pacu risulta essere un pesce molto ‘muscoloso’ e nella sua bocca sono presenti denti molto simili a quelli umani, con incisivi in grado di ferire gravemente le vittime di attacchi.

Gli esperti affermano che il Pacu abbia iniziato a nutrirsi di carne solo dopo essere stato introdotto dall’Amazonia, dove si cibava di frutti, insetti e semi, ad un ambiente come quello della Papua Nuova Guinea, completamente diverso, dove le stesse fonti di sostentamento erano decisamente scarse.

I due casi che gli hanno fatto guadagnare il titolo di ‘Tagliatore di palle’ risalgono a due distinti incidenti del 2001 in cui due pescatori sono morti, morsi entrambi da un Pacu ai testicoli.

In India la saliva degli sputi rischia di far cadere un ponte

Si chiama Howrah Bridge ed è un ponte di Kolkata, in India che attraversa imponente il fiume Hooghly.

La sua struttura venne costruita nel 1942 durante il dominio Britannico ed è considerato uno dei simboli della città.

Da qualche tempo però il ponte rischia di cadere per una ragione che apparentemente può sembrare banale e innocua, la saliva.

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In India esiste infatti una gomma da masticare, creata con foglie e noci di Betel, una palma originaria dell’India che dopo essere stata masticata dagli abitanti locali, una volta esaurito il sapore, viene sputata a terra e nel nostro caso specifico, alla base delle colonne del ponte.

Tale abitudine negli anni ha provocato non solo la colorazione di tutte le travi del ponte del tipico colore rosso del Betel, ma ha anche messo a serio rischio la resistenza dello stesso metallo che a causa della corrosione provocata dalla saliva accumulata in anni e anni di sputacchiamenti, è stata messa in serio pericolo.

Tale problema negli anni è stato trascurato e la pulizia del ponte non è quasi mai avvenuta provocando l’assottigliamento dei ganci che reggono l’intera struttura, da 6 centimetri ad appena la metà.

Ultimamente, dopo aver preso atto del problema, le autorità locali si sono date da fare per cercare di salvare il ponte, considerato a tutti gli effetti un monumento. Finora l’idea più convincente è stata quella di ricoprire il ferro delle travi con della vetroresina che ne rafforzino la tenuta.

Il ponte, oltre ad essere un simbolo della città è anche un importantissima via di comunicazione, con circa 100mila veicoli e 150mila pedoni che lo attraversano regolarmente ogni giorno.

Benn, il bimbo che rischia di morire se non viene solleticato

Per la maggior parte della madri, fare il solletico ai vostri figli è un passatempo divertente. Per Sanchia Norris però è l’unico modo per essere sicura che il suo bambino rimanga vivo.

Benn e sua madre Sanchia

Il piccolo Benn, proveniente dall’Inghilterra e con appena un anno di età, è affetto da una strana malattia che gli provoca degli arresti respiratori frequenti durante la notte, durante queste crisi uno dei pochi metodi che la madre ha per farlo respirare nuovamente è quello di fargli il solletico.

La signora Norris, 41 anni ha una sveglia collegata al respiro del piccolo e quando quest’ultimo smette di respirare è costretta a fiondarsi nel suo lettino per fargli il solletico.

Nonostante questo c’è ben poco da ridere, la madre preoccupata racconta: “Quando smette di respirare, sono costretta a fare qualcosa affinché possa respirare nuovamente, uno dei metodi più efficaci è il solletico sotto i piedini o vicino al collo. Fortunatamente con un po’ di solletico Benn si libera e ricomincia a respirare normalmente. Una notte ho dovuto fargli il solletico per ben 23 volte!”

Il problema che affligge Benn può essere definito come apnea, durante il giorno al piccolo capita di smettere di respirare per 20 e più secondi, il tutto è dovuto ad un incompleto sviluppo dei muscoli e del sistema nervoso.

Quando benn è nato, nel Novembre scorso, il suo sviluppo si trovava appena alla 24esima settimana e il suo peso era di appena di 793 grammi, nonostante le condizioni difficili, il piccolo è riuscito a sopravvivere e a crescere abbastanza per tornare a casa e avere una vita quasi normale.